Le Origini

Era il 1981 quando il professor Giovanni Pezzoli ebbe l’idea di realizzare l’Università della terza età, come già era avvenuto in Francia e a Torino. L’iniziativa mirava a colmare in Aosta un vuoto, perché se le persone anziane avevano risposte sufficienti in campo sanitario e assistenziale, mancavano loro possibilità di impiegare in modo utile e piacevole il tempo libero e poteva essere molto positivo aggregarli in un progetto culturale e socializzante.

Spesso l’anziano è solo, desidera quindi trovare compagnia e amicizie ma desidera anche rinverdire, approfondire o affrontare per la prima volta argomenti culturali che la vita lavorativa gli ha impedito di coltivare ed è particolarmente lieto di farlo insieme ad altri e guidato da qualche esperto. Con i corsi dell’Università della terza età si voleva offrire il piacere di tenere viva la mente, di imparare, di confrontarsi e di dialogare, realizzando contemporaneamente quel processo di socializzazione, che è tra gli obiettivi di questa iniziativa.

Nacque così la cooperativa culturale regionale: ”Università valdostana per la terza età”. Nove furono i coraggiosi fondatori, che si attivarono per trovare locali, docenti, e per reperire i fondi necessari. Si tappezzò la città di manifesti annunciando l’evento e il programma dei corsi. Si iscrissero 60 persone. Fu subito evidente che l’iniziativa suscitava interesse, anche se il termine università incuteva soggezione. Ci si accorse ben presto che il passaparola funzionava assai meglio dei manifesti, non costava nulla e aveva il pregio di incoraggiare all’iscrizione anche quanti erano stati intimiditi dal termine Università. Con il passare degli anni gli iscritti aumentarono ( attualmente 540 ), aumentarono i corsi proposti (ora 30) e, ahimè, aumentarono anche i problemi, legati soprattutto alla difficoltà di reperire locali adatti. Una buona soluzione venne offerta dalla Scuola Media “ L.Einaudi “, che mise a disposizione il seminterrato, che fu attrezzato, con ingenti spese, ricavandone due aule e una segreteria. Reperire fondi è sempre assai difficile ma si riuscì a fare in modo che le quote di iscrizione non subissero rialzi per consentire l’accesso al maggior numero di persone. Nel 1984 si ottenne, non senza difficoltà, l’approvazione di una legge regionale che assegnò un contributo annuo corrispondente a € 15.000,00, grazie ai quali, unitamente all’opera di tanti volontari, si riuscì a continuare l’attività. Nel 2000 “ sfrattati “ dall’Einaudi e a seguito di una petizione l’Università è stata ospitata dall’Istituto tecnico “ I. Manzetti “ dall’Istituto d’Arte e dalla Biblioteca regionale e, grazie alla disponibilità e alla fattiva collaborazione offerte dai loro dirigenti, per il momento, è il meglio che si possa ottenere. Si spera venga riservato dello spazio nel costruendo Polo Universitario ( area Testafochi ). Si può affermare, con un certo orgoglio, di essere riusciti a dar corpo al sogno del professor Pezzoli di “ Una scuola di tutti e per tutti".

il Presidente